Alimentazione e Yoga: fra Equilibrio e Dipendenza – di Silva Iotti

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Oggi parleremo ancora del tema “alimentazione”, visto il grande interesse riscontrato ai corsi dal vivo, e alle tante domande da parte delle persone in genere..

Da diverse ricerche universitarie è emerso che il rapporto col cibo è percepito in maniera diversa a seconda della cultura e del Paese in cui si vive, quindi l’ambiente socio-culturale ha una notevole influenza su come percepiamo il nostro rapporto col modo di alimentarci.
Negli Stati Uniti il cibo è risultato più legato al concetto di legame con la salute, o con la patologia psichica/fisica ( dipendenza, mangiare compulsivo, obesità, malattie cardiovascolari ecc.), mentre in Italia è più correlato con il piacere, il senso di appagamento e la socializzazione, tanto che quasi sempre quando ci si deve incontrare con amici o colleghi per discutere di qualsiasi argomento, lo si fa davanti a un piatto, in un ristorante o a un aperitivo, o almeno durante una pausa-caffè al bar.
Nelle culture più collettiviste, come Cina o Giappone, il rapporto col cibo significa riunione degli affetti familiari, o rituale di gruppo/comunione- quasi al pari di un rituale sacro, come la cerimonia del tè- e per questo motivo in queste culture ci si avvicina molto al senso di apprezzamento e gratitudine per il cibo ricevuto, come Meditazione.

Più il nostro atto di mangiare diviene simile a un rituale sacro, con grande attivazione del nostro “sistema percettivo”, utilizzando tutti i nostri sensi, per essere in totale Presenza e Centratura in quel momento, più difficile sarà mangiare in modo compulsivo come compensazione di carenza d’affetto/repressione di aggressività/depressione e comunque stati emozionali in cerca di equilibrio..
Essere nel momento presente, come allenamento allo stato di Meditazione in ogni azione della vita quotidiana, è, come sempre, la chiave per ritrovare la Pace interiore e l’equilibrio relativamente a ogni azione e situazione della vita.
E’ ovviamente un percorso, chi non lo ha mai sperimentato inizierà piano piano, come un bambino quando inizia a camminare, le prime volte cadrà, e poi cadrà ancora, ma via via acquisterà sempre più sicurezza e le sue gambe saranno sempre più forti e sicure, così, se inizi un percorso nella Consapevolezza, non giudicarti se non riesci subito a recepire i cambiamenti attesi, non focalizzarti sul risultato, ma, come lo Yoga insegna, focalizzati sul Viaggio, su ogni sensazione, sul sentire e sperimentare, soffermati ad apprezzare ogni sfumatura del tuo viaggio, apprezzando anche le “cadute”, ridendo come il bambino quando cade e si rialza e riprova, godendosi il gioco.
Mangiare in Meditazione dunque, è l’allenamento che consiglio ogni volta che puoi, e anche nei momenti in cui sei di fretta, hai giusto mezz’ora di pausa pranzo al bar, è uguale, la Meditazione non richiede un luogo dedicato, non devi essere un eremita su una montagna, puoi praticare qui, partendo da Ora, in ogni luogo.
Semplicemente, con sorriso e gratitudine, chiedi il tuo panino, respira, attendi, sapendo che arriverà nel tempo perfetto senza dubbi, gustalo lentamente, assaporando ogni boccone ( se sei in compagnia, anche i tuoi interlocutori aspetteranno le tue risposte, non perderanno conoscenza se parleranno un po’ più lentamente!), e infine trova qualche secondo di tempo per respirare profondamente ed emettere un altro pensiero di gratitudine per il tuo pranzo, prima di tornare al lavoro.

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Con questo atteggiamento, allenato e ripetuto ( ricorda di non attaccarti al risultato e non giudicarti per le riuscite o meno), pian piano cambierà totalmente il tuo rapporto col cibo.. e con le persone!
Sarà molto più difficile aggredire il cameriere perché non è puntuale o perché ha sbagliato qualcosa, e sarà molto più centrato e equilibrato il rapporto con colleghi o amici commensali.
Quando ti trovi a casa da solo, non compensare il vuoto e la solitudine riempiendo la bocca e lo stomaco, prova, anche solo per 10 minuti, a fare una bella pratica di Respirazione: semplicemente siediti comodo, e ascolta il tuo respiro entrare e uscire dalle narici.
Ascolta l’aria, gli atti respiratori che divengono sempre più lenti e profondi, ascolta la pelle nei vestiti e l’aria a contatto della pelle, ascolta eventuali rumori, vicini o lontani, senti se percepisci odori, immagina di osservare con l’ “occhio della mente” tutto lo spazio che ti circonda, resta in questo stato di osservazione per un po’, lasciati questo tempo, per sentire te stesso, per imparare, pian piano, a godere del Silenzio.
Senti il contatto con te stesso, resta qui, solo con te, concediti questo lusso.
Dopo, se proprio ancora ne hai bisogno, prendi la torta di prima, quella su cui ti stavi per avventare dieci minuti prima, mettila nel piatto, e assaporala lentamente, sentendo ogni sensazione, proprio come hai fatto col Respiro.

Può anche essere che, dopo un po’ di pratiche, la torta non sia più una necessità. Se lo rimane, non ti colpevolizzare, Medita con lei.
Per almeno due settimane fai questa pratica di ascolto e Respiro, e prova a notare come cambia, in modo lento e graduale, il tuo rapporto col cibo.
Non c’è un tempo, la Meditazione cambia il nostro rapporto con la Vita, essere in uno stato di Presenza costante cambia la nostra percezione del mondo e i 10/20 minuti al giorno ci allenano a fare meglio la pratica “sul campo”, perciò il mio consiglio è quello di praticare la Meditazione, anche quella del “solo ascolto”, ogni giorno, anche solo per 10 minuti ma in modo costante.
L’esercizio che consiglio per le prossime due settimane però aggiunge una piccola parte: la fase di valutazione ( alla fine di ogni settimana) del tuo rapporto col cibo.
Se vuoi partecipare a questo piccolo esperimento, scrivimi via mail il tuo risultato

Autrice: Silva Iotti
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Silva Iotti, dopo il diploma in ragioneria col massimo dei voti, ha percorso un cammino diverso, sentendo il bisogno profondo di essere di aiuto alle persone. Per questo ha seguito la scuola di Operatore Socio Sanitario, lavorando poi in Case di Riposo per anziani dove ha anche insegnato ginnastica Dolce dopo i corsi di formazione presso la Uisp. Praticando Yoga dall’età di 18 anni, ha seguito i corsi di formazione professionale, presso Efoa University, di 5 anni, e Odaka Yoga ( 500 ore Yoga Alliance), e vari corsi e seminari intensivi, presso le Isole Vergini ( dove ha vissuto per un anno e mezzo) e gli Stati Uniti (ritiri Yoga “full immersion” di 2 settimane) per 10 anni consecutivi col suo Maestro, altri 5 con la Scuola Odaka in Grecia, e 2 in India in Sivananda Ashram, oltre ai vari seminari a Roma, Milano, Bologna, Sardegna, Svizzera, con diversi stili di Yoga. Inoltre, nel corso di questi anni, ha conseguito il diploma di Operatore Shiatsu presso la Federazione Italiana Shiatsu, quello di Riflessologia Plantare e di Massaggio Olistico presso l’Istituto Fitzgerald di Milano, di Massoterapista presso la scuola da Estetiste di Giorgio Dionisio, più i diplomi di Personal Trainer, Fitness Olistico, Training Autogeno presso la Federazione Italiana Fitness. Studia Psicologia presso l’Università Uninettuno.
E’ iscritta all’albo Insegnanti Yoga YANI, e tuttora collabora con la scuola Odaka organizzando corsi di formazione insegnanti di questo metodo nella propria città, Reggio Emilia (dove insegna anche Yoga in palestra e esercita la libera professione nel suo studio come Terapeuta Shiatsu e Personal Yoga Trainer). Conduce dal 2005 il programma “Buongiorno Benessere” in onda su Telereggio, e scrive nella rubrica settimanale “Yoga e Meditazione” su Prima Pagina di Reggio Emilia.
www.silvayoga.it
silva.iotti@libero.it
tel. 338/4600096

Silva Iotti Quiedora.YOGA
2017-04-10T10:49:20+00:00

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