I fondamentali dello YOGA: una giusta informazione, una sana intenzione e una valida aspettativa. Di Antonio Pittiglio.

//I fondamentali dello YOGA: una giusta informazione, una sana intenzione e una valida aspettativa. Di Antonio Pittiglio.
Quiedora Yoga i fondamentali dello yoga

Il fascino dell’antico e dell’esoterico, accompagnato dall’abile strategia comunicativa di giornali, riviste, eventi, Podcast, emittenti Tv e radiofoniche, hanno contribuito alla diffusione dello Yoga che nel nostro secolo ha assunto dimensioni senza precedenti. Sembra essere un fenomeno inarrestabile e dilagante che si espande ovunque con innumerevoli proposte, destinato ad ogni fascia di età, dai più piccoli agli ultranovantenni, dai manager alle casalinghe, dai comodi pantofolari agli sportivi più intraprendenti. Davanti a qualche numero potremmo stupirci un po’, circa cento milioni di praticanti nel mondo, tant’è che il Financial Time la definisce come “la disciplina più praticata al mondo dopo la crisi del 2008”, con un fatturato mondiale di una decina di miliardi di dollari dichiarati.

Subito dopo lo stupore è doverosa qualche riflessione: sappiamo cos’è lo Yoga e cosa ci aspettiamo quando lo pratichiamo ? Sulla comoda poltrona di un parrucchiere non ci aspettiamo certo un trattamento sbiancante ai denti oppure un rilassante massaggio ai piedi ma partecipando ad una pratica di Yoga cosa ci aspettiamo ? Siamo nelle condizioni di riconoscere una buona pratica nel mucchio delle innumerevoli proposte dilaganti oppure ci fidiamo dell’insegnante o del centro Fitness che abbiamo scelto ?

Il business è grande e quando il giro d’affari assume queste dimensioni è molto probabile che qualcuno, richiamato da facili guadagni con bassi investimenti, si trasformi in imprenditore dello Yoga affacciandosi su questa bellissima tavola imbandita e con l’ intento di promuovere i propri interessi, facendo leva sulle nostre paure più profonde e sulla nostra voglia di apparire, propini prodotti destinati al largo consumo nutrendoci con informazioni distorte che dipingono lo Yoga come uno scudo protettivo dalle avversità della vita. In un tale contesto matura in noi la consapevolezza che lo Yoga ci protegge da tutto ciò che fa soffrire, malattie, stress, vecchiaia, creando nel contempo un rapporto di stabilità e sicurezza con ciò che ci piace. Una specie di elisir di lunga vita che allontana la sofferenza illudendoci che tutto resterà così per sempre. Attrazioni e repulsioni diventano gli strumenti principali per promuovere lo Yoga, un gioco di opposti che molto spesso la vita ci propone e di fronte al quale non vorremmo mai trovarci perchè stiamo bene con le nostre abitudini, la nostra vita scandita per sempre dai soliti ritmi perchè temiamo il movimento della vita che continuamente cambia tutto creando squilibri e instabilità. Però la vita è anche questo: una foto di qualche tempo fa non ci rappresenterà più perché nulla sarà uguale, il nostro corpo, i nostri pensieri, i nostri gusti, la nostra vita interiore, tutto si è mosso ed è cambiato ma pur essendo coscienti dell’impossibilità dell’impresa utilizziamo ogni mezzo per contrastare i cambiamenti, così facendo diamo vita ai nostri disagi.

Il benessere psicofisico basato su questa matrice infantile della visione della vita diventa il veicolo che trasporta lo Yoga in ogni dove, un po’ come farebbe un grande palloncino volante con una lunga corda alla quale tutti ci aggrappiamo per fuggire dalle nostre paure. Ecco allora che lo Yoga, proposto come l’antidoto alla sofferenza, alimenta il grande business delle pratiche del largo consumo nutrendo le nostre false aspettative che puntualmente saranno deluse.

Tendenzialmente dunque rifiutiamo ciò che cambia invece di accogliere e apprezzare il movimento della vita che si esprime in questo modo. Tutti noi però siamo immersi nel grande movimento dell’universo, la terra ruota su se stessa e ruota intorno al sole, … tutta la nostra galassia si muove: forse sarebbe meglio dire che abbiamo la sensazione di stare fermi perché siamo dentro al movimento, ne facciamo parte; lo Yoga ci predispone ad una lenta e progressiva trasformazione, ad un profondo cambiamento senza possibilità di ritorno che ci porta ad accogliere anziché contrastare, trovando la serenità, la sensazione di immobilità all’interno dei cambiamenti.

Questo è il compito dello Yoga, lo sviluppo di una interiorità, di una centralità capace di osservare, accogliere e divenire parte integrante dei cambiamenti. E’ un processo che ci educa all’ascolto delle cose non materiali, che non si vedono, che non si sentono e che non si toccano ma esistono. Questo possiamo aspettarci dallo Yoga, partendo dalla percezione del corpo materiale si spinge progressivamente verso la nostra essenza rendendoci non solo consapevoli ma anche promotori ed estimatori di tutto ciò che muta. Ci immerge nel movimento della vita educandoci a percepire ciò che in noi resta fermo perchè non insegue i picchi della vita, creando una relazione permanente con questa nostra essenza che ci consentirà di conseguire una centralità. Da ciò nasce l’accettazione serena di quello che la vita ha riservato per noi.

Una pratica che non fa questo non è una pratica Yoga ma solo “un volume in più nella grande libreria del Wellness” che si limita a ciò che appare, alla forma esteriore.

Ogni azione è animata da un’intenzione: possiamo chiudere una porta sbattendola con forza per comunicare rabbia oppure possiamo accompagnarla dolcemente, dipende solo dalla nostra intenzione. Allora cambiamo l’intenzione che precede la nostra pratica Yoga e sicuramente saremo in grado di riconoscere una buona pratica. Una frase di Bob Proctor dice: “il cambiamento e’ inevitabile, la crescita personale e’ una scelta”. Allora usciamo dal mucchio, scegliamo di crescere cambiando la visione.

Autore: Antonio Pittiglio
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Quiedora-Yoga-Hatha-Yoga-Roma
2017-04-10T10:49:20+00:00

2 Commenti

  1. Luana al - Rispondi

    Non sono una che ama scrivere, comunque grazie a te Antonio, al tuo insegnamento, ho migliorato molti lati bui del mio carattere. Soprattutto sto bene con me stessa e di conseguenza verso gli altri.
    Grazie 😉😉

  2. Rossella al - Rispondi

    Avendo frequentato un corso in precedenza e poi praticato con Antonio non posso che condividere il suo articolo…… e la differenza c’è. Notevole direi!!!!! Grande Antonio! Spero di poter continuare questo percorso…….Riesci sempre a trasmettere con la tua semplicità il tuo pensiero. Grazie!!!!

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